Copia link Indietro

Muscoli Psoas Iliopsoas: Una Revisione In-Profondità Biomeccanica e Fisiologica

1. Introduzione e Rilevanza del Tema

Il psoas maggiore, insieme all'iliacus, forma l'unità iliopsoas, un flexore principale del ginocchio che collega la schiena lombare e la femore. La sua origine unica sui verteboli thoracolumbari e la sua inserzione sull'estremità del trocanter minore lo endowano con un ruolo doppio nella stabilità spaziale e nell'accelerazione del movimento locomotore. Clinicamente, la disfunzione di questo muscolo manifesta come dolore alla schiena lombare, meccaniche alterate del gait e un'impedimenta della prestazione sportiva, in particolare in corsa, remo e arti marziali. Le sondaggi epidemiologici di atleti universitari segnalano una prevalenza di rigidezza del psoas fino al 34% in corredores, correlata con un aumento dell'incidenza di tendinopatia iliopsoas. Comprendere l'intercalare intricato tra morfologia, controllo neuromuscolare e pattern di carico è essenziale per sia i protocolli di prevenzione delle lesioni che di riabilitazione.

L'iliopsoas contribuisce a una proporzione significativa della torre di flexione del ginocchio durante l'effort massimo; l'analisi biomeccanica mostra che può generare fino al 80% della torre prodotta dalla rectus femoris e sartorius insieme. Questa alta domanda lo mette a rischio di lesioni di overuse, specialmente quando combinata con una stabilizzazione insufficiente del core. Inoltre, la sua vicinanza al plexus lombare e alla nerva femorale richiede una considerazione attenta nelle interventi chirurgici e terapeutici. Pertanto, un'approfondita conoscenza della sua anatomia, biomeccanica e adattamenti fisiologici è indispensabile per i clinici, i allenatori e gli atleti che cercano di ottimizzare la prestazione mentre minimizzano il rischio di lesioni.

Inoltre alle funzioni locomotorie, il psoas agisce come un giocatore chiave nella regolazione della postura. La sua contrazione può elevare la schiena lombare, influenzando quindi la pressione intra-abdominale e l'attività del diaframma. Questa coupling tra il sistema muscoloscheletico e respiratorio è stata implicata in prestazioni sportive di alto livello, dove i modelli di respirazione efficienti possono migliorare la consegna dell'ossigeno durante l'esercizio massimo. Di conseguenza, i modelli di allenamento che simultaneamente mirano alla forza di flexione del ginocchio e all'efficienza respiratoria potrebbero portare benefici sintetici.

La rilevanza dell'iliopsoas estende oltre la medicina dello sport in terapia geriatrica, dove la sarcopenia età-rilevante può diminuire la forza di flexione del ginocchio, portando a una mobilità funzionale ridotta e a un rischio di caduta aumentato. Gli interventi che preservano o ripristinano la funzione dell'iliopsoas hanno dimostrato promessa nel mantenimento dell'indipendenza tra adulti più anziani. Pertanto, l'importanza del muscolo si estende su un ampio spettro di popolazioni, dalla atleti di elite all'anziani, sottolineando la necessità di un approccio multidisciplinare e basato sull'evidenza per il suo valutamento e gestione.

"Il psoas è il muscolo che collega la schiena alla ginocchia, e la sua disfunzione può alterare l'intera catena dinamica."

2. Storia e Evoluzione dell'Argomento

Le prime descrizioni anatomiche del psoas tracciano le origini a Galeno, che ne ha notato il ruolo nella flexione del ginocchio, ma il muscolo rimase poco apprezzato nella pratica clinica fino al XX secolo. Nel 1950, le prime studi sistematici dell'attività eletromiografica del iliopsoas durante il camminata stabilirono il suo ruolo pivale nella stabilizzazione dell' fase iniziale dell'attacco. La ricerca biomeccanica negli anni '80 ha identificato la contribuzione del muscolo alla lordosi lombare e alla pressione intra-abdominale, collegandolo a concetti di stabilità del core che sono diventati centrale nella formazione atletica.

Il cambiamento di paradigma dal punto di vista puramente anatomico a uno funzionale e neuromecanico è emerso negli inizi del XX secolo, guidato da avanzi in imaging e analisi del movimento. I ricercatori hanno iniziato a quantificare le variazioni del momento arm del muscolo in funzione degli angoli di flexione della schiena lombare, rivelando una relazione dinamica tra la postura spaziale e la torre di flexione del ginocchio. Questa intuizione ha portato all'integrazione di un'addestramento specifico del psoas nella programmazione di stabilità del core, specialmente nel riabilitamento del dolore alla schiena bassa e nella prevenzione delle lesioni atletiche.

Nelle ultime decennie, l'avvento dell'ultrasonografia a risoluzione alta e dell'elastografia magnetica ha permesso un'valutazione in tempo reale della struttura e della rigidità del muscolo psoas. Questi strumenti hanno facilitato lo sviluppo di protocolli di carico individuati che contano le variazioni della pennazione delle fibre muscolari durante la contrazione. Il consenso contemporaneo posiziona l'iliopsoas come un componente critico della catena cinetica, il cui funzionamento anomalo può precipitare modelli compensatori nella pelva, nella schiena lombare e nei muscoli delle estremità inferiori. Di conseguenza, le strategie di addestramento e riabilitazione moderne mettono l'accento non solo sulla forza, ma anche sui aspetti propriocepativi e di controllo motore di questo gruppo muscolare.

L'evoluzione della ricerca sul psoas ha anche influenzato le tecniche chirurgiche. Approcci minimamente invasivi alla tenotomia del psoas ora incorporano la monitorizzazione neuromonitoristica in tempo reale per preservare l'integrità dei nervi, riflettendo una comprensione sofisticata dei nuances anatomiche e funzionali del muscolo. Questa convergenza di conoscenze anatomiche, di intuizione biomeccanica e di applicazione clinica esemplifica la natura interdisciplinare della moderna scienza dello sport.

Anatomia e Biomeccanica
muscles_psoas_iliopsoas
Atlante anatomico e analisi biomeccanica del pattern di movimento

3. Anatomia e Biomeccanica (o Fisiologia del Processo)

Il psoas maggiore si origina dalle processi transversi e corporee delle vertebre T12–L5, mentre l'iliacus si origina dalla fossa iliaca; entrambi convergono per innervare il trocanter minore del femore. La muscolatura combinata presenta una architettura pennata, con angoli di fibratura che variano da 20° a 30°, ottimizzando la produzione di forza per la flexione del ginocchio e l'estensione dell'ombelico. L'asse del momento del muscolo è altamente variabile, aumentando da 4 mm in posizione neutrale dell'ombelico a 12 mm durante la flexione dell'ombelico, amplificando l'output di forza durante i movimenti dinamici.

L'innervazione viene fornita dal plexus lombare, specificamente dalle radici nervose L1–L3. Questo input nervoso denso facilita la rapida recrute del psoas durante le attività esplosive. Studi eletromiografici rivelano che l'iliopsoas attiva al 30–40 % della contrazione massima volontaria durante un salto a un piede, sottolineando il suo ruolo nella rapida stabilizzazione. Inoltre, la continuità del tessuto connettivo del muscolo con la fascia thoracolumbar consente la trasmissione della forza alla schiena dell'ombelico, contribuendo alla stabilità segmentare e alla condivisione del carico durante i carichi di alta intensità.

La coupling biomeccanica tra il psoas e la schiena dell'ombelico è ulteriormente illustrata dal concetto di "sinergia ginocchio-schiena". Durante la flexione del ginocchio, il muscolo genera una forza di trazione posteriore sulle vertebre dell'ombelico, che può contrastare la tilt anteriore del pelvis. Questa interazione è cruciale per mantenere la bilancia saggittale, specialmente in atleti che eseguono cicli ripetitivi di flexione-estensione del ginocchio. La disregolazione di questa sinergia può portare a aumenti compensatori della flexione dell'ombelico, predisponendo alla stress delle articolazioni facetarie e alla dolori discografici.

Distribuzione del Tipo di Fibra Muscolare
L'iliopsoas contiene una predominanza di fibre tipo IIB (~55 %), con fibre tipo IIA costituenti ~30 % e fibre tipo I ~15 %. Questa composizione supporta contrazioni rapide e di alta forza, ma rende anche il muscolo suscettibile alla fatica sotto carichi submaximali prolungati.
Variabilità dell'Angolo Pennato
L'angolo pennato aumenta da ~20° in posizione di riposo a ~30° durante la contrazione massima, migliorando il profilo di forza-velocità del muscolo e influenzando la distribuzione del carico sul tendine.
Impulso Neurale e Recrute del Gruppo Motorio
La frequenza alta (>200 Hz) del firing dei gruppi motori di tipo rapido si verifica durante i movimenti ballistici, mentre la frequenza bassa (~50 Hz) predomina durante le attività di postura sostenuta.

4. Impatto Biochimico sul Corpo

Durante la flexione delle ginocchia a alta velocità, il psoas opera principalmente attraverso il sistema ATP-fosforil creatina (ATP-PCr), fornendo energia per contrazioni rapide e forzate. Le fasi successive dell'attività coinvolgono la glicosilazione anaerobica, producendo lattato e iioni di idrogeno che possono ridurre la pH locale, potenzialmente compromettendo la funzione enzimatica e contribuendo alla fatica muscolare. Il percorso di ossidazione fosforilazione viene richiamato durante l'attività sostenuta a submassima intensità, con la densità dei mitocondri nel psoas stimolata a 12% della massa muscolare, indicando una capacità aerica moderata.

Le risposte hormonali alla formazione del psoas riflettono quelle viste in altri gruppi muscolari di grandi dimensioni. Le fasi acute di flexione eccentrica delle ginocchia elevano i livelli circulanti di cortisol fino al 30%, riflettendo un stimolo catabolico che potrebbe facilitare la remodelazione muscolare quando combinato con una sintesi proteica adeguata. In parallelo, la secrezione del gonadotropina relativa (GH) e del fattore di crescita ipoglicemico 1 (IGF-1) aumenta, promuovendo i percorsi anabolici. I miokini come l'interleukina-6 (IL-6) e il fattore neurotrófico derivato dal cervello (BDNF) vengono rilasciati, modulando l'inflammatore sistematico e la neuroplasticità.

I prodotti metabolici intensivi della attività del psoas, inclusi lattato, anche funzionano come mediatori di segnale. L'elevato lattato può inducere l'upregolamento dei trasportatori monocarbossilati (MCT1/4) nei fibrili muscolari adiacenti, migliorando la clearance del lattato e l'efficienza metabolica. Inoltre, la alta densità di mitocondri nel muscolo facilita la rapida refosforilazione di ADP, mitigando la fatica durante gli intervalli di corsa ripetuti.

L'interazione tra gli eventi biochimici locali e le risposte hormonali sistematiche sottolinea l'importanza della formazione periodizzata che equilibra le fasi di alta intensità con un recupero adeguato, assicurando un segnale anabolico ottimale senza sovraccaricare i percorsi catabolici.


5. Metodologia Pratica e Tecnica di Esecuzione

La modalità di allenamento più efficace per l'iliopsoas è l'esercizio di flexione controllata del ginocchio con un focus sul carico eccentrico. Un protocollo tipico inizia con una posizione seduta o in piedi, assicurando l'allineamento lumbar neutrale. L'atleta inizia la flexione del ginocchio tirando su il ginocchio verso l'alto mantenendo un angolo di ginocchio di 90°, poi lentamente abbassa la gamba sotto un carico controllato per 4-6 secondi. Questa fase eccentrica massimizza l'attivazione dei tendine muscolari e promuove l'aggiunta sarcomerica, migliorando la forza e la capacità di allungamento.

  1. Impostazione: Posiziona un elastico intorno all'anca, ancorato a un oggetto stabile. Mantieni un angolo di ginocchio di 45° per isolare l'iliopsoas.
  2. Allineamento: Mantiene la tronco eretto, il pelvis in tilt neutrale e evita l'ipertensione lumbar.
  3. Ripirazione: Espira durante la fase concentrica, inalare durante la fase eccentrica; evita Valsalva a meno che non si stia eseguendo sollevamenti massimi.
  4. Tempo: Rhythmia 2:4:1 (concentrica:eccentrica:tenzone isometrica) per la hypertrofia; 1:2:1 per la resistenza.
  5. Progressione: Aumenta la tensione dell'elastico del 10% ogni settimana o aggiungi vestiti pesati una volta raggiunta la forza di base.

L'esercizio può essere eseguito in variazioni a una gamba o a due gambe, con la forma a una gamba fornendo un carico maggiore per ogni fibra muscolare e permettendo un'analisi neuromuscolare precisa. L'attivazione del core è cruciale; integrare la trazione abdominale durante il movimento riduce la flexione compensatoria lumbar. Per gli atleti che richiedono una flexione del ginocchio alta, i drill plesiotermici come i passeggini a ginocchio alto e i corsi di corsa resistita dovrebbero essere incorporati dopo la stabilizzazione della forza fondamentale.

Il barbell hip hinge, eseguito con un focus sul drive del ginocchio invece che sulla flexione del ginocchio, è un'evoluzione avanzata. L'atleta solleva un barbell carico da una posizione in piedi, hinges al ginocchio mantenendo una schiena neutrale, poi ritorna alla posizione eretta. Questo esercizio enfatizza il ruolo del psoas nella tilting posteriore del pelvis e nella stabilizzazione lumbar. La tecnica corretta richiede una distinzione chiara tra il movimento del ginocchio e quello del ginocchio, con un angolo di flexione del ginocchio di 45° alla base del movimento.

Per affrontare difetti di resistenza, una circuito di 20-30 ripetizioni al set può essere utilizzato, con 30-60 secondi di riposo tra i set. Il monitoraggio del battito cardiaco e dell'impressione di esercizio garantisce che l'allenamento rimanga nell'area aerica, promuovendo le adattazioni metaboliche senza un'eccessiva accumulazione di lattato. L'incorporamento del feedback propriocevitivo attraverso superfici instabili, come palline BOSU, può ulteriormente migliorare il controllo neuromuscolare.


6. Overcarico Progressivo e Periodizzazione / Ciclismo

Il corretto allenamento dell'iliopsoas richiede un modello di periodizzazione strutturato che equilibri intensità, volume e riposo. Un ciclo macrotypico dura 12 settimane, diviso in tre mesocicli: ipertrofia (Settimane 1–4), forza (Settimane 5–8) e potenza (Settimane 9–12). Ogni mesociclo contiene mesocicli di 4 settimane, con obiettivi specifici di carico e volume.

La seguente tabella riassume i parametri chiave per un atleta universitario di corsa:

FaseIntensitàVolume (set × rip)RiposoFocus della Periodizzazione
Hipertrofia60–70 % 1RM4 × 1290 sRecrizione dei fibrili muscolari, stress metabolico
Forza75–85 % 1RM5 × 6120 sProduzione massima di forza, impulso neurale
Potenza70–80 % 1RM3 × 4180 sVelocità di sviluppo della forza, flexione esplosiva dell'arto femorale

L'indice di esertione percettiva (RPE) dovrebbe essere monitorato, con un obiettivo di 7–8 durante le sessioni di forza e 6–7 durante le sessioni di potenza. Le settimane di riduzione del carico (Settimana 4 e Settimana 8) riducono il volume del 50 % mantenendo l'intensità al 60 % per permettere la supercompensazione. La settimana finale del ciclo macrotypico funge da settimana di prova, valutando 1RM e l'output di potenza massima. Le modifiche al prossimo ciclo macrotypico sono basate sulle metriche di prestazioni e sui punteggi di riposo soggettivi.

La pianificazione dei mesocicli dovrebbe anche incorporare modali di riposo attivo come la roling con polvere, l'estensione dinamica e i drill di mobilità a bassa intensità nei giorni di riposo. La igiene del sonno e la nutrizione sono cruciali per supportare i processi anabolici, in particolare durante la fase di ipertrofia. I modelli di periodizzazione possono essere individuati incorporando valutazioni biomeccaniche; ad esempio, gli atleti con lordosi lumbar identificati potrebbero richiedere meccaniche di hinge alle ginocchia modificate per proteggere la schiena.

Fisiologia e Metodologia
muscles_psoas_iliopsoas
Adattamento fisiologico, periodizzazione dei carichi e progressione

7. Ricerca Scientifica e Base dell'Evidenza

Trova le Ricerche Sistematiche: Una ricerca sistematica di 18 interventi di terapia controllata randomizzata (RCTs) che esaminavano gli interventi di forza per l'iliopsoas ha rivelato un'effetto medio (Cohen’s d) di 0.68 per la forza della flexione dell'inguine, indicando miglioramenti moderati a grandi. La prova più robusta proviene da studi che hanno utilizzato protocolli di flexione dell'inguine eccentrica, che hanno segnalato un aumento della forza del 12% rispetto alla solamente addestramento concentrico. L'analisi meta-dati di 12 studi sulla terapia specifica del psoas in pazienti con dolore alla schiena hanno dimostrato una riduzione del 23% dei punteggi di dolore e un aumento del 15% della ROM della flexione lombare, sostenendo il ruolo del muscolo nella salute spaziale.

Consenso NSCA: L'American Strength and Conditioning Association (NSCA) sostiene l'inclusione del training del psoas nei programmi di stabilità del core, citando prove di miglioramento della dinamica del giro e riduzione della frequenza degli incidenti. La American College of Sports Medicine (ACSM) posizione stand consiglia un minimo di due sessioni specifiche del psoas almeno una volta alla settimana per atleti impegnati in sport a alta impatto. Entrambe le organizzazioni enfatizzano l'overload progressivo e la tecnica corretta per mitigare il rischio di lesioni.

Recenti studi di neuroimaging utilizzando la MRI funzionale hanno chiarito il pattern di attivazione del psoas durante movimenti complessi come le squats a un ginocchio. Questi studi evidenziano una rappresentazione corticalmente aumentata nel corto motorio primario, suggerendo che gli interventi di apprendimento motorio possano migliorare l'efficienza neuromuscolare. Inoltre, l'elastografia ultrasonica ha dimostrato che un training specifico del psoas riduce la rigidità muscolare del 8-10%, correlato con una velocità di flexione dell'inguine migliorata.

Un RCT notevole coinvolgente 60 atleti di alto livello in rowing ha confrontato il training del core tradizionale con un regimine focalizzato sul psoas. Il gruppo intervento ha mostrato un aumento del 5,3% della potenza del strok e una riduzione del 4,8% della frequenza dell'incidenza del dolore alla schiena su un periodo di 12 settimane. Questi risultati sottolineano l'impatto traslazionale del training del psoas sulla misurazione delle performance sportive specifiche.

Collettivamente, la base dell'evidenza sostiene l'integrazione del training di forza del psoas nei programmi di allenamento e terapia complessivi, con benefici misurabili in forza, potenza, prevenzione delle lesioni e mobilità funzionale.


8. Sincronizzazione: Nutrizione, Nutraceuticali e Recupero

Il sviluppo ottimale del psoas dipende da un'assunzione bilanciata di nutrienti macro, in particolare proteine e carboidrati. La consumazione di proteine post-esercizio di 0,25 g kg⁻¹ entro 30 minuti facilita la sintesi dei protomiofibrillari, mentre una carica di carboidrati di 1,2–1,5 g kg⁻¹ ricarica le riserve di glicogeno, supportando le sessioni di allenamento successive. I micronutrienti come il magnesio e la vitamina D hanno un ruolo cruciale nella funzione neuromuscolare; le carene hanno state associate alla contrazione muscolare impadronita e al rischio di lesioni aumentato.

I nutraceuticali hanno emergito come adjuvanti per migliorare il recupero. Il creatina monossidato, a una dosa di carica di 20 g al giorno per 5 giorni seguita da una dosa di mantenimento di 5 g al giorno, migliora la regenerazione di ATP durante la flexione dei ginocchia alti. Le acide grasse omeghe-3 (1 g EPA/DHA al giorno) hanno dimostrato effetti anti-inflammativi, riducendo la sofferenza muscolare e accelerando la riparazione tessutale. Inoltre, la suplementazione di beta-hidroxi beta-buttirato (BHB) ha dimostrato promessa nel preservare il glicogeno muscolare durante le sessioni di resistenza prolungate.

I modi di recupero devono complementare le strategie nutrizionali. Un sonno adeguato (7–9 ore) è fondamentale per la secrezione del gonadotropina dell'ipotalamo e la sintesi dei protomiofibrillari. Il recupero passivo post-attività, come la terapia con acqua contrastante, può accelerare la rimozione del lattato. I protocolli di recupero attivi, inclusi la ciclismo leggero o la camminata, mantenono la circolazione senza impostare un richiamo metabolico significativo. La rilassamento miofasciale periodico con roller di spuma o massaggi può alleviare la tensione muscolare, in particolare nel psoas, che è propenso alle adesioni a causa della sua posizione profonda.

L'integrazione di queste pratiche nutrizionali e di recupero in un piano di allenamento periodizzato garantisce che le esigenze fisiologiche poste sul iliopsoas siano soddisfatte con un sostegno anabolico adeguato, quindi massimizzando i guadagni di prestazioni mentre si minima il rischio di lesioni.


9. Errori Comuni, Miti e Prevenzione delle Lesioni

Un mito diffuso è che "un psoas teso significa forti flexori delle ginocchia". In realtà, una stiffness muscolare eccessiva può limitare la ROM dei joint, compromettendo le meccaniche del corsa e aumentando lo stress lumbar. Le stretching dinamiche regolari e la rilassamento miofasciale sono essenziali per mantenere la flexibilità ottimale. Un'altra misconception riguarda l'attenzione eccessiva all'overloading eccentrico senza un lavoro adeguato concentrico; i protocoli bilanciati sono necessari per sviluppare sia la produzione di forza che la resistenza muscolare.

Errori meccanici comuni includono l'ipertensione lumbar durante gli esercizi di hinge delle ginocchia, che sposta il carico via il psoas e mette in eccesso lo stress sulle articolazioni facetarie lumbar. Mantenere una pelvis neutrale e coinvolgere il core durante l'intera movimentazione è cruciale. Inoltre, gli atleti spesso dimenticano il membro contraleato durante gli esercizi unilaterali, creando un'asimmetria che predisponge a lesioni di overuse. L'asimmetria bilaterale dovrebbe essere monitorata tramite piattaforme di forza o cattura del movimento per assicurare una distribuzione equa del carico.

Protocolli di Prevenzione delle Lesioni: Le strategie di prevenzione delle lesioni dovrebbero includere la formazione neuromuscolare che migliora la propriocezione e la stabilità dinamica. I drill plesiotermici con enfasi sulle meccaniche di atterraggio controllate riducono l'overloading eccentrico sul psoas, mitigando il micro-trauma. L'ottimizzazione dei muscoli sincronizzati come il gluteus maximus e il quadratus lumborum può offrire un carico al iliopsoas durante l'attività a alta intensità. Infine, l'identificazione precoce del dolore o della disfunzione attraverso un controllo regolare può promuovere un'intervento in tempo, prevenendo la progressione alla tendinopatia o alla radiculopatia lumbar.

Affrontare questi miti e errori richiede un approccio multidisciplinare, combinando l'analisi biomeccanica, la formazione individuale e l'educazione per promuovere lo sviluppo sicuro e efficace del psoas.

Strumenti e Calcolatori Scientifici Interattivi

Algoritmi empirici per ottimizzare prestazioni atletiche e salute

RPE & Reps-In-Reserve Calculator
Forza e Ipertrofia

RPE & Reps-In-Reserve Calculator

Calculate precise barbell working weight based on target RPE (6-10) and Reps in Reserve.

Apri app
Periodization Cycle Planner
Forza e Ipertrofia

Periodization Cycle Planner

Generate 4-week linear or undulating load progression cycles with scheduled deloads.

Apri app

10. FAQ: Domande Frequenti

Cosa è la funzione principale dell'iliopsoas nella prestazione sportiva?
L'iliopsoas funge come il flexore principale delle ginocchia, generando fino al 80% del torque di flexione delle ginocchia durante l'effort massimo. Inoltre, contribuisce alla stabilità dell'osso sacro, alla regolazione della pressione intra-abdominale e al controllo posturale, influenzando quindi le meccaniche del camminata, l'accelerazione del corsa e l'output di potenza. La sua alta richiesta metabolica e la composizione di fibrille di tipo rapido lo rendono essenziale per gli sport esplosivi come la corsa, la remo e gli arti marziali.
Come posso valutare in modo sicuro la rigidità dell'iliopsoas in un campo di battaglia?
Una valutazione affidabile a letto è il test di flexione dell'osso sacro passivo: l'atleta giace supino, l'examinatore flexiona l'osso sacro mantenendo la ginocchia in posizione neutrale. La distanza tra la cresta iliacale e l'osso sacro, misurata in centimetri, indica la lunghezza dell'iliopsoas; i valori inferiori a 5 cm indicano rigidità. Test complementari includono il test di Thomas e una modifica del sollevamento del ginocchio straigh, entrambi dei quali isolano l'iliopsoas e rivelano restrizioni funzionali.
Cosa è la frequenza di allenamento raccomandata per l'ottima ipertrofia dell'iliopsoas?
Ricerca indica che 2-3 sessioni settimanali, con almeno 48 ore di distanza, forniscono un stimolo sufficiente mentre permettono la recupero. Ogni sessione dovrebbe comprendere 4-6 serie di 8-12 ripetizioni a 60-70% del 1RM, incorporando sia la fase concentrica che la fase eccentrica. Progressivo
Copia link Indietro